Review

Il caso Alaska Sanders

La verità sul curioso caso di Joël Dicker! Ok, lo ammetto, forse sto facendo un po’ di confusione, ma sono felice, dopo tanti autori italiani, di parlarvi di uno scrittore svizzero, come me! D’accordo, lui è a tutt’altro livello e scrive in francese, ma è proprio questa una delle peculiarità della mia curiosa nazione d’origine, no?

Ma parliamo de Il caso Alaska Sanders. Al Salone di Torino i fan di Dicker hanno fatto fuori tutte le scorte della casa editrice (tanto che arrivata al Sabato non l’ho più trovato) e ha raggiunto molto rapidamente la vetta dei libri più venduti in italia. E mi sa che ad oggi possiamo tranquillamente dire che si trova in quasi tutte le spiagge italiane o almeno è quello che è parso dalle foto su Instagram.

Dopo aver scoperto la verità sul caso Harry Quebert lo scrittore Marcus Goldman torna a vestire i panni di investigatore e darà una mano all’ormai amico Perry Gahalowood, che si era occupato delle indagini sulla morte di Nola, a scoprire la verità su un nuovo caso.

È l’aprile del 1999 quando in riva al lago della vicina Mount Pleasant nel New Hampshire il corpo della poco più che ventenne Alaska Sanders viene ritrovato.
L’indagine viene chiusa in pochi giorni dalla polizia che ottiene la confessione del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice.
Ma come dice Dicker, un caso non è mai chiuso veramente e undici anni più tardi Gahalowood, che all’epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se il vero colpevole fosse ancora in libertà?
Con l’aiuto dell’amico scrittore il sergente riaprirà l’indagine per cercare quello che undici anni prima gli era sfuggito, ma c’è un altro mistero che tormenta la mente di Marcus: che fine ha fatto Harry Quebert?

Nessuno meglio di Joël Dicker è capace di sorprendermi con gli altarini delle piccole cittadine di provincia del New Hampshire. Sembra quasi che sia nato tra le famigliari viuzze delle tranquille città del New England invece che a Ginevra e questo è uno dei suoi grandi meriti.
D’altra parte sappiamo anche benissimo che quando scrivere non si risparmia e i suoi romanzi sono sempre dei mattoncini. Fortunatamente, anche se ci ho impiegato un po’ di più rispetto ad altri bookstagrammer a leggerlo, Dicker è riuscito a tenere sempre vivo il mio interesse con rivelazioni e colpi di scena inaspettati.

La scrittura di Dicker è sempre particolare fatta di salti temperali che utilizza per raccontare i fatti di oggi e di allora, grazie ai quali catapulta il lettore direttamente nel libro di Marcus Goldman e non solo nella vicenda narrata da Joël Dicker.

Se vi piacciono i gialli pieni di misteri e colpi di scena questo è un altro tassello che deve aggiungersi alla vostra libreria. E non c’è dubbio che per il momento vince il meritato titolo di libro dell’estate.

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