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La strategia di Bosch

La strategia di Bosch

Dopo aver conosciuto e apprezzato il detective in pensione Harry Bosch nella serie dedicata a Renée Ballard e essermene assolutamente innamorata guardando la serie tv di Amazon Prime: Bosch, ho deciso di voler leggere di più sul cazzuto detective del LAPD.

Cercando di unire un po’ il gap tra gli anni ruggenti della serie e l’incontro con Ballard ho ordinato qualche romanzo partendo appunto da: La strategia di Bosch.

Nell’Unità Casi Irrisolti della polizia di Los Angeles non succede spesso di doversi occupare di una vittima morta con dieci anni di ritardo rispetto alle intenzioni dell’omicida. L’uomo era riuscito a resistere tutto quel tempo con un proiettile nella schiena, senza che si potesse individuare chi era stato a tentare di ucciderlo. E ora a Bosch tocca risolvere un caso in cui il cadavere è ancora caldo, ma gli indizi e le eventuali prove si sono dissolti da tempo. Un compito difficile anche per un veterano come lui, ma ancor più per la sua giovane partner, Lucia Soto, che non ha alcuna esperienza di omicidi.
Il morto è un mariachi, uno di quei musicisti messicani che suonano per tradizione alle feste, e quando era stato ferito non c’era niente nella sua vita che potesse spiegare il tentativo di ucciderlo, tanto che all’inizio si era pensato a un proiettile vagante. Ma ora Bosch sa che forse è proprio da lì, da quel proiettile, che deve iniziare la sua indagine, un’indagine che spalancherà abissi di avidità e corruzione.
Fino a coinvolgere un altro caso irrisolto, avvenuto vent’anni prima: un incendio che aveva causato la morte di molti bambini in un asilo non autorizzato. Toccherà a Bosch e a Lucia Soto trovare i collegamenti tra i due casi e sciogliere i nodi che impediscono di raggiungere la verità. Lo faranno, spesso a modo loro, o più precisamente alla maniera di Bosch: aggirando i divieti, sfidando la burocrazia e rischiando molto sul piano personale.

Everybody counts or nobody counts

Tuffarmi in questa nuova indagine con Bosch alle prese con i suoi ultimi mesi in polizia e il mentoring alla giovane Lucy è stato emozionante. Man mano che la storia evolve si capisce quanto Bosch sia un personaggio speciale e quando bene l’autore conosca il suo personaggio di punta, ormai divenuto una leggenda per i fan di Micheal Connelly.

È vero, forse a livello di storia e di mistero non è stato appassionante come gli altri libri di Connelly che ho letto, ma è comunque una storia solida e una lettura coinvolgente che merita di essere letta!

Ancora una volta Micheal Connelly non mi ha deluso. Per me è diventato il maestro del genere crime e credo che leggere i suoi libri mi aiuti ad essere una migliore scrittice. Dopottutto si impara dai più grandi!

E per il momento rimango in attesa della nuova stagione di Bosch (purtroppo anche l’ultima) e spero di riuscire presto a leggere la prossima avventura di Harry che aspetta nella mia libreria.

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Sangue Inquieto

Sangue inquieto

Strike e Robin sono tornati per la quinta avventura della serie giallo di Robert Galbraight.

Lo so, ci sono state un sacco di discussioni e polemiche all’uscita di questo romanzo che in parte penso siano servite come pubblicità. In ogni caso credo che sia importante scindere l’autore dall’opera. Insomma, posso non essere d’accordo con JK ma non per questo smetterò di amare Strike e Robin o Hatty Potter.

Grazie ai successi degli anni precedenti, l’agenzia investigativa di Cormoran Strike e Robin Ellacott sta vivendo un momento particolarmente roseo, tuttavia nelle loro vite private ci sono molti lati oscuri: Joan, zia di Strike, è malata terminale, mentre la sua ex Charlotte lo tormenta di continuo e la famiglia del suo padre biologico insiste per un riavvicinamento; Robin è invece alle prese con uno spinoso divorzio dal marito Matthew.

Mentre si trova in Cornovaglia per far visita alla zia, Strike viene avvicinato da Anna Phipps, una donna che gli propone di investigare su un cold case, la scomparsa di sua madre, Margot Bamborough. La donna è sparita quarant’anni prima, poco dopo essere uscita dalla clinica nella quale prestava servizio come medico generale, senza essere mai più ritrovata viva o morta.

Mi è piaciuta molto l’idea di aver a che fare con un cold case che l’agenzia ha portato avanti nel corso di un anno assieme alle indagini parallele per gli altri clienti. Diciamo cha ha portato qualcosa di nuovo a questa serie che ci ha visto a che fare con squartatori, psicopatici e famiglia complicate.

Era tanto che non leggevo un mattoncino da più di mille pagine e nonostante la lunghezza, la lettura di Sanque inquieto e andava avanti senza interruzioni con la voglia di scoprire l’assassino e la speranza che Strike e Robin si rendessero conto di quello che gli altri hanno già capito, si amano e sono fatti l’uno per l’altra!

Per quanto riguarda il caso direi che siamo a cinque su cinque! Cinque delitti per i quali non mi sono nemmeno avvicinata a scoprire chi fosse l’assassino. Ed è questa una delle bellezze dei libri di Galbraight, per quanto io ci provi, riesce sempre a sorprendermi! Che posso farci, non sono geniale come la nostra copia di detective!

In ogni caso non ho dubbi, questa serie e la sua trasposizione televisiva a cura della BBC sono delle fantastiche chicche che vanno lette e viste!

Sanque inquieto entra di diritto nella lista Must Read!