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Neméria. La Seconda Rivolta degli Orchi

Le cronache di Neméria

Neméria – La seconda rivolta degli Orchi è il primo romanzo di una serie high fantasy che racconta le vicende dell’omonimo magico mondo popolato da cinque razze: maghi, streghe, nani, elfi e orchi.

Gli orchi sono unici a non possedere alcun potere magico. Per questo motivo si sono ribellati in passato e ora il generale orco Krusher è deciso più che mai a entrare in possesso della magia rubando un potente oggetto, chiamato Token, che potrebbe donare loro la magia e il potere per sottomettere gli altri popoli.

Infatti il Token è un bastone magico creato da uno dei più potenti maestri maghi di Neméria che permette a chi lo possiede di rubare la magia alle altre razze.

Cinque compagni di razze diverse vengono scelti per opporsi al generale e riconquistare il Token: il mago Luis, la strega Anasawi, gli elfi Mairy e Kiran (principe ereditario al trono di Neméria) e il nano Gelawgi.

I cinque personaggi principali hanno ognugno delle caratteristiche che si incastrano molto bene tra loro, portando ognuno qualcosa alla storia. La mia preferita è Anasawi! E come non potrebbe esserlo: divertente, spontanea, chiacchierona e ingenua. Adoro!

Iniziando la lettura di questo romanzo mi sono chiesta se una storia fantasy potesse essere raccontata in così poche pagine (il romanzo ne conta 114) o se mi sarei ritrovata a leggere una mera introduzione a una saga più ampia. Sara Cremini è stata molto abile nella stesura di questo primo romanzo, stuzzicando l’attenzione del lettore con un’avventura autoconclusiva che da il via qualcosa di ben più grande.

Ho apprezzato particolarmente il worldbuilding di Neméria e come nella sua storia si racconti che le razze di Neméria si siano evolute dagli animali. Gli unicorni diventarono elfi, parte delle volpi si sono evolute in streghe, i leoni in maghi, i lupi in orchi e i conigli in nani. Spero che questa particolarità della creazione di Neméria venga esplorata di più nei prossimi romanzi!

La scrittura è molto semplice ed essenziale, ma fluida e scorrevole.

La seconda rivolta degli orchi è un interessante primo capitolo dalla saga e getta buone basi per la continuazione e soprattutto la crescita di questa storia.

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Mai dire mai

Mai dire mai di Lea Landucci

Sabrina ha tutto dalla vita: genitori ricchi, villetta con piscina, amiche che l’adorano, possibilità illimitata di shopping e una bellezza mozzafiato.

Ma io non riesco a guardarla con gli occhi dell’amore come fanno le sue amiche e, nei suoi ultimi giorni di liceo, mi ritrovo a leggere le crisi assurde di una stronza viziata che crede che tutto le sia dovuto.

Fortunatamente sua madre decide di darle una svegliata e quando finisce l’università finiscono anche i fondi illimitati. I genitori di Sabrina le regalano un favoloso attico a Firenze per la laurea (mica cotica), ma poi chiudono i rubinetti. L’allogio è sistemato, al resto dovrà pensarci da sola.

Sabrina entrà quindi in contatto con la realtà in un tumulto lavori sottopagati, arrivisti, amori complicati e sbagliati, ma soprattutto amici che si dimostrano un’ancora di salvezza, un posto sicuro, la vera casa del suo cuore.

Mai una gioia era ancora solo in wishlist quando Lea Landucci ha fatto il colpaccio con Sperling & Kupfer e perciò non ho avuto modo di comprarlo prima che venisse ritirato per poi essere ripubblicato con la casa editrice.

Quindi grazie al mia TBR infinita ho avuto modo di leggere questa novella (che precede la pubblicazione di Mai una gioia) con occhi freschi e inconsapevoli del futuro di Sabrina.

In questo modo ho avuto l’opportunità di apprezzare ancora di più la fantastica evoluzione della protagonista da stronza viziata a giovane carismatica, con animo meritevole, che lavora sodo e che ha creato un proprio stile il quale l’ha portata a diventare una promettente giornalista con un lavoro da sogno.

Punto di forza di questa novella, ancor più degli amori di Sabrina, sono le amiche della ragazza! Cristina, Daniela e Sabrina hanno un rapporto speciale che mi ha riempito il cuore! Forse perchè anche io ho delle amiche molto diverse da me con le quali ho un legame che portiamo avanti sin dalle scuole e che sono sicura non mi lascerà mai! Ho dedicato a loro il mio romanzo d’esordio e so che per me ci saranno sempre! E sono le stesse emozioni di amore e amicizia che prova il Trio Wow di Mai dire mai

Ho davvero apprezzato la novella di Lea Landucci e non vedo l’ora dell’uscita del romanzo per avere finalmente tra le mani Mai una Gioia! Ora più di prima non vedo l’ora di leggerlo!

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Dietro la Maschera

Dietro la Maschera

Annalisa è una giovane ragazza che vive sul lago di Garda. Si è chiusa al mondo e non crede più nell’amore. Grazia, la migliore amica, decide di intervenire e darle una svegliata, iscrivendola a sua insaputa a un nuovo programma televisivo, un reality show dove ragazzi e ragazze si incontreranno e conosceranno trascorrendo un mese di convivenza. Insomma, un Grande Fratello per cuori solitari.
Annalisa dovrà quindi mettersi in gioco, ma riuscirà mettere da parte il suo passato e lasciarsi andare tra le braccia di Alessandro?
Alessandro è il convivente su cui ha messo gli occhi dal primo momento, un atleta professionista nel mondo del motocross, con una forte personalità e una bellezza ultraterrena. Cerca una ragazza con cui condividere il suo mondo di gare, sponsor e motori che lo porta lontano da casa e dagli affetti.

È possibile innamorarsi di un perfetto sconosciuto?
Per scoprirlo, non vi resta che guardare “Dietro la maschera” dove, non tutto ciò che vedi è come sembra.

Non sono un amante dei reality show, per niente, non ne guardo nemmeno uno. Semplicemente non mi piace questo genere di tv trash dove le persone non fanno altro che discutere, litigare, poi festeggiare e via di nuovo, discutere e litigare. Sarà la geekness che è in me, l’ingegnere o la pacifista che odia le discussioni, ma proprio non riesco a guardare questo genere di programmi. E ci ho provato, però a ognuno il suo!

Nel romanzo Dietro la Maschera di Licia Righi mi sono vista catapultare in uno di questi reality, una specie di incrocio tra Grande Fratello e Uomini e Donne, almeno così me lo sono immaginata. Licia è riuscita a farmelo piacere. Nonostante gli intrighi e sabotaggi, i personaggi un po’ loschi che pensano solo alla biancheria delle coinquiline e i drammi è stato interessante leggere della convivenza nella casa. Ho apprezzato molto le sfide a cui sono stati sottoposti gli inquilini, in special modo ho adorato quella sui GoKart.

Annalisa è un personaggio interessante e un po’ controverso, il mistero dei suoi problemi passati tiene banco per molto tempo, forse troppo a parer mio. Ci viene costantemente detto che non riesce ad affrontare quello che le è successo e rimaniamo a lungo appesi aspettando di sapere cosa sia successo alla protagonista che frena la sua strada verso Alessandro.

Tutti i personaggi dentro la villa di Dietro la Maschera hanno peculiarità diverse che scoprire man mano che la storia va avanti e sono ben pensate.

La scrittura di Licia Righi è fluida e scorrevole, ideale per intrattenere gli estimatori del genere rosa chicklit in un giorno di pioggia.

Nota di apprezzamento per la copertina che mi piace davvero moltissimo!

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Midnight Sun

Midnight Sun – The Twilight Saga

Midnight Sun è un libro che attendevo da molto tempo, a dirla tutta è un libro che aspettavo anni fa e che come tutti avevo dato per scontato che non avremmo mai visto pubblicato. Infatti è stata una grande sorpresa apprendere la notizia della pubblicazione e ammetto di essermi chiesta perché? Cosa era cambiato? Era solo una questione di soldi o Stephenie Meyer non sopportava di vedere questa idea irrealizzata?
Nostante i dubbi ero felice e non vedevo l’ora di poter leggere Twilight visto dagli occhi di Edward.

Midnight Sun mi è piaciuto, non ci sono dubbi, insomma è Twilight dopo tutto, se non mi fosse piaciuta la saga e la prima storia di certo non avrei letto il libri più volte, ne tanto meno questo romanzo.
Nonostante questo sin dai primi capitoli c’era qualcosa che mi disturbava e non potevo fare a meno di pensare che la Meyer volesse strafare, che volesse compensare gli anni di attesa dandoci ben più di quanto fosse necessario.

Insomma, tanto per iniziare:
Twilight, 412 pagine
Midnight Sun, 780 pagine

Come è possibile che un libro che racconta la stessa storia abbia oltre 300 pagine in più? È vero, Edward non dorme, e quindi ci sono molto ore in più nella sua giornata, ma questo viene presto annullato perché passa quasi tutto il tempo a guardare Bella dormire… Quindi come si spiega? Sinceramente non lo so, non me lo spiego, ma è comunque una sensazione che mi ha accompagnato per tutta la lettura del romanzo.
Se Midnight Sun fosse uscito anni fa probabilmente non ci avrei fatto caso, sarei stata felice di avere più da leggere ed entusiasta di una storia più lunga, ma ora non è più così. Ormai mi reputo una scrittrice a tutti gli effetti e questo implica anche interpretare le sfaccettature di ogni storia e il componimento della stessa in modo diverso.

Tornando alla storia sicuramente mi sono piaciute molto le aggiunte sulla storia passata della famiglia Cullen e i momenti di intimità tra loro. Era questo l’aspetto che più agognavo, non solo vedere la storia attraverso gli occhi di Edward, ma scoprire quei momenti in cui lui è lontano da Bella e certo non perché lei non mi piace (ragazzi non ci posso fare niente, non sopporto il suo atteggiamento) perché senza dubbio Twilight è il romanzo dove Bella a livello caratteriale esce meglio, ma perché volevo scoprire di più sulla famiglia.

E come detto sono stati quelli i momenti che mi hanno appassionato di più, quelli se vogliamo nuovi, anche se a dirla tutta la corsa tipo Fast&Furious era figata per carità, ma fin troppo esagerata! Insomma, quanto può avere di vantaggio Bella se è sparita mentre loro stavano rullando sulla pista?

In conclusione, Midnight Sun è un’ottima aggiunta alla saga di Twilight e sono sicura che tutti i fan lo abbiano apprezzato, anche se i molti anni tra l’inizio del progetto e la pubblicazione hanno influito negativamente sulla penna dell’autrice portandola a strafare.

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Dracula

Per festeggiare Halloween e il mese della paura ho letto Dracula di Bram Stocker in un Gruppo di lettura organizzato da me e altre meravigliosa ragazze.

Per la lettura ho scelto il bellissimo Drago di Oscar Vault. L’interno e la copertina sono davvero eccezionali!

Dracula è un romanzo gotico scritto da Bram Stocker nel 1897 e ispirato a Vlad III, Principe di Valacchia, noto anche come Vlad l’impalatore.
Se parliamo di classici allora possiamo dire che Dracula è il classico dei romanzo gotici, il progenitore più famoso degli urban fantasy.

All’inizio del romanzo troviamo il giovane Jonathan Harker in viaggio verso la Transilvania per incontrare il vecchio conte Dracula, il quale desidera trasferirsi a Londra e ha acquistato una dimora tramite lo studio per il quale lavora Jonathan.
Il giovane si aspetta di sbrigare in un paio di giorni i documenti con il vecchio conte e tornarsene in Inghilterra dove lo aspetta Mina Murray, la sua bella fidanzata.
Arrivato al castello però il Conte lo informa che dovrà rimanere con lui più a lungo al fine di aiutarlo a preparare la sua trasferta.
Purtroppo con il passare dei giorni l’ambiente al castello si fa inquietante, anzi terrificante, fino alla scoperta del segreto del Conte, è un mostro che si nutre del sangue dei viventi. Un Non-Morto, un vampiro.
Jonathan capisce dunque che non ha via di scampo.

Dracula è strutturato in un modo che non avevo mai letto prima. La storia non segue una struttura lineare con un narratore oppure con un classico POV in terza o prima persona, leggiamo i fatti della storia attraverso i diari dei protagonisti.
La prima parte gli avvenimenti vengono raccontati attraverso lo scritto di Hacker, mentre con la seconda parte i diari diventano molteplici. Leggiamo i pensieri di Mina e della sua amica Lucy, del dottor John Seward, del dottor Van Helsing e così via.
Passando da un diario all’altro prevale un senso di mistero e si deve, così come i protagonisti, cercare di indovinare cosa stia succedendo e cosa stia facendo il Conte.

Purtroppo questo balzare da un diario all’altro rende la storia un ripetitiva. Quindi se nella prima parte con un solo diario si procedeva spediti la seconda parte risulta essere più lenta e tediosa. Fortunatamente, alla fine le cose accelerano di nuovo e si ottiene una preparazione al finale che merita.

Noi impariamo da fallimenti, non da successi

Abraham Van Helsing


Non c’è nemmeno bisogno di dirlo, il mio personaggio preferito del libro è il professor Van Helsing. Ho adorato la sua gentilezza e il modo di porsi con gli altri (amico John!), la sua intelligenza, il suo coraggio e l’arguto modo di vedere il mondo attorno a sé e la dedizione al suo lavoro!

Quindi in fin dei conti, Dracula di Bram Stocker ha uno stile davvero particolare che lo rende misterioso ma anche tedioso nella fase centrale che stenta a decollare. Ma nonostante la fatica è un libro che bisogna leggere. Un classico perfetto per Halloween. E che nonostante la parte centrale entra senza dubbio nella lista MUST READ!

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Per un bacio e (molto) più

Laila è una pasticciera e content creator e anche se in molti la definirebbero un’influencer, lei preferisce parlare di sé come di una ragazza che sa cucinare dolci e dispensare consigli per vivere una vita sana ma senza privazioni.
Marco è un imprenditore immobiliare che affitta case per eventi e soggiorni con un passato che non ama e un futuro di cui non sa niente.
Entrambi solari, Laila e Marco sembrano avere un sacco di cose in comune. Se non fosse che lei è una femminista (vergine) e lui un gigolò PENTITO. E dovranno lavorare insieme.


Laila è riuscita a fare di necessità (mangiare senza zucchero in seguito al diabete della madre) passione per i dolci e oltretutto un lavoro! Ha sviluppato la sua immagine di pasticciera di dolci sani e gustosi diventando una vera e proprio influencer dei social. In tutto questo giro di social, influencer e persone famose è riuscita a rimanere la stessa: una ragazza dolce, forse un po’ svampita, inguaribile romantica, a volte fragile ma che di certo non si fa mettere i piedi in testa.

Marco d’altro canto è forte, sicuro di sé, giocoso e sta crescendo il suo impero immobiliare con ville e appartamenti lasciatagli dai genitori morti prematuramente. Genitori che gli hanno dato un futuro con cui costruirsi una vita, peccato che l’abbia scoperto solo diversi anni dopo la loro morte e nel frattempo abbia venduto se stesso. Nel passato di Marco troviamo clienti alquanto bizzarre, ragazze che avevano bisogno di un accompagnatore per la serata o di un ragazzo per far incazzare i genitori. Marco era un misto tra Brooks di The Perfect Date (Netflix) e Nick di The Wedding Date – L’amore ha il suo prezzo.

Per un bacio e (molto) più è un carinissimo romanzo rosa/chicklit con una storia fresca e attuale. Marco assume Laila come pasticciera e content designer e lei lo prega di farsi pagare in servizi invece che in soldoni. Conosce il passato di Marco e ha bisogno di un ragazzo di facciata in quanto il suo ex, un calciatore famoso, ha sparlato di lei su tutti i social rivelando inoltre il suo segreto, Laila ha 24 anni ed è ancora vergine.
Marco accetterà di indossare di nuovo i panni che tanto gli stanno stretti di gigolò e aiutare Laila nella messa in scena.

Lavorando e passando del tempo assieme scoprono che in realtà non c’è bisogno di fingere. Laila e Marco stanno benissimo assieme, sono perfetti l’uno per l’altra e vorrebbero andare oltre il loro rapporto attuale. Vorrebbero, appunto, perché si lasciano fermare da cose futili come la verginità di lei, il passato di lui o il loro patto di servizi lavorativi e non. Entrambi sono cotti, ma nessuno apre il forno.

È chiaro sin da subito che Laila e Marco da soli siano incompleti, un po’ disfunzionali e hanno bisogno di stare insieme per completare le loro anime.

Lo stile di Monica Brizzi è scorrevole e il POV passa da Marco e Laila dando vivacità alla storia. Come detto Per un bacio e (molto) più è un carinissimo romanzo rosa, mi è piaciuto molto, ed è perfetto per una lettura in relax in un giorno di pioggia, ma c’è di più… Molto di più!

Questa storia sarebbe stata bella e leggera se non fosse stato per un finale che porta alla luce un tema importantissimo e da carica al romanzo, lo eleva, lo rende importante e bellissimo.
Monica ha fatto un scelta, qualcuno potrebbe dire azzardata, ma è stata quella giusta!
Ha preso i momenti vissuti da Laila e li ha trasformati in un messaggio potente che ha dato un tocco speciale al romanzo, quel tocco… in più!


Io sto con Laila! Io sto con Monica ♥

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Thunderhead

Thunderhead è il 2° capitolo della trilogia della Falce di Neal Shusterman

Dopo il sorprendente e accattivante inizio della trilogia della Falce con l’omonimo “Falce”, Oscar Vault ritorna oggi in libreria con il secondo libro della trilogia: Thunderhad.

Falce è stata una vera e propria rivelazione, un romanzo distopico che mi ha preso sin da subito con tanti colpi di scena e un’ambientazione particolare, per questo non vedevo l’ora di continuare la lettura di questa trilogia.
I romanzi di Neal Shusterman sono ambientati nel futuro in un mondo dove il Thunderhead, una super intelligenza artificiale è riuscita a dare la svolta all’umanità, fermando le guerre, battendo la fame e la morte.
Però nemmeno il Thunderhead può sostenere tutti, alcuni eventi naturali sono necessari. Per questo è nata la Compagnia delle Falci che si occupa tenere a bada la crescita demografica “spigolando” le persone… O meglio uccidendole!

Avevamo lasciato Rowan e Citra alla fine del loro turbolento apprendistato per diventare Falci, il quale doveva concludersi con la morte di uno dei due.
Dopo aver scampato la fine preannunciata ritroviamo Rowan ribelle e fuggitivo, ma soprattutto diventato una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio e ovviamente porta scompiglio nella Compagnia.
Mentre Citra ha intrapreso il suo ruolo di Falce come la Veneranda Madame Anastasia eseguendo le sue spigolature con una compassione che sfida il nuovo ordine e che inevitabilmente mette la sua vita e quella della sua maestra Madame Marie Curie al centro dell’attenzione e nel mirino dei loro nemici.

In questa battaglia di potere tra la vecchia guardia e il nuovo ordine delle Falci il Thurderhead osserva tutto e vede il nuovo ordine mettere in pericolo il mondo che ha creato, ma Stato e Falci sono divise, non si parlano e il Thunderhead non può intervenire per sanare la situazione. Seguirà dunque le sue stesse leggi e rimarrà in silenzio o interverrà per salvare Citra, la Compagnia e forse il mondo perfetto che ha creato?

Thunderhead è un buon romanzo intermedio per una trilogia. Ha tutte le caratteristiche giuste e necessarie per invogliare il lettore a continuare la lettura della seria ma forse non ha brillato.
Ok no, dire che non ha brillato è ingiusto. Riprende la storia dandogli una scossa, è molto interessante capire come ragioni il Thurnderhead e come ha elaborato la nuova società.
Ci sono stati colpi di scena che non mi sarei aspettata, altri invece che li ho visto arrivare fin troppo da lontano e forse ne avrei anche fatto a meno. Thunderhead lascia abbastanza acquolina in bocca per rimanere in attesa di leggere il finale della trilogia, ma sicuramente non è riuscito a prendermi come il romanzo precedente.
Diciamo che alcune parti andavano snellite per rendere la lettura più fluida e coinvolgente, ma in ogni caso rimane un buon romanzo con una storia interessante e sono curiosissima di sapere come si concluderà la trilogia.

Ringrazio Oscar Vault per avermi dato la possibilità di leggere Thunderhead in anteprima. Adoro lo stile con cui interagiscono con noi lettori e attendo di sapere cosa ne sarà di Rowan e Citra!

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Ci vediamo domani se non piove

Sara è un’inguaribile romantica che sogna l’anima gemella e non vede l’ora di vivere una storia d’amore ricca e appassionante come quella dei suoi nonni. Diego dal canto suo è un cinico procacciatore d’affari, ha alle spalle un turbolento matrimonio che l’ha lasciato con il portafoglio vuoto e il cuore spezzato e l’ho ha fatto ricredere sull’esistenza dell’anima gemella. 

Sara proviene da una famiglia d’artisti, sua nonna (ormai crollata nella demenza senile) era una ballerina, mentre sua madre una cantante country che dopo aver ottenuto un grande successo nelle States ha inseguito l’amore in Italia, ritrovandosi poi con il cuore spezzato e una figlia a carico.
Da giovane capisce di non avere i talenti artistici della sua famiglia, quindi si dedica allo studio dell’arte diventando una rampante gallerista a Milano.
Sul lato amoroso, nonostante i tentativi della ragazza di trovare la sua metà, sembra che a Milano non ci sia rimasto un uomo, non dico decente, ma almeno normale. 
Conosce Diego al bar dopo una sessione di speed dating con una serie di uomini proveniente dalla valle degli orrori e subito sono in sintonia. O meglio, ridono scherzano e si insultano, ma è innegabile che tra di loro c’è sia un potente feeling.

Diego poi manderà all’aria la serata più importante della carriera di Sara e in seguito le salverà il fondoschiena grazie alle sue doti di procacciatore d’affari e un cliente che desidera comprare in toto la collezione della galleria gestita da Sara, il che mi fa pensare che sia più furbo che bello, ma non voglio andare troppo nel dettaglio..

Una volta sistemato l’ambito lavorativo Sara entra in una spirale che possiamo definire (con il forte accento Texano della sua famiglia) delusional!
Un giorno con non poco scetticismo decide di farsi predire il futuro da un’indovina e passa da non credere a quelle sciocchezze a basare mesi dalla sua vita sulla predizione dell’indovina, già perché pare che Sara incontrerà il suo vero amore ballando sull’acqua sotto le stelle cadenti. E quindi è presto fatto e si convince che incontrerà il suo vero amore a una competizione di ballo alla Darsena la notte di San Lorenzo.

Ricalcando lo stile ballerino di sua nonna decide di prendere lezioni di ballo in vista dell’incontro con il suo grande amore e accalappia Diego come suo accompagnatore e partner di ballo. E quindi che si aprano le danze!

Heaven, I’m in heaven
And my heart beats so that I can hardly speak
And I seem to find the happiness I seek
When we’re out together dancing cheek to cheek

Sara è innamorata dello stile di Fred Astaire e Ginger Rogers e per il festival swing decide di voler riproporre la scena di ballo di Cheek to Cheek. Ecco sono giorni che ho in mente questa canzone! Ma comunque l’adoro, old fashion tutta la vita baby!

Nonostante come detto Sara sia delirante in alcuni momenti e ovviamente in totale negazione nei confronti di Diego e della realtà, l’ho adorata. Insomma, dicevo ad alta voce: “Te sei fuori”, “Sì, certo credici”, “Oh già e poi?” circa ogni due minuti, però mi ha preso davvero.
In aggiunta, non solo il romanzo ha una storia coinvolgente e romantica come pochi, ma è probabilmente una delle storie più divertenti che abbia mai letto.
Sara e Diego mi hanno fatto impazzire (ok, più Sara che Diego), ma mi hanno fatto sganasciare dalle risate ogni due pagine.

Lo stile di Joanne Bonny si addice perfettamente alla storia e la sua scrittura è fluida, semplice e scorrevole. Ci vediamo domani se non piove è un perfetto esempio di romanzo rosa chicklit della libreria Newton Compton per rendere speciale e divertente una giornata di pioggia passata a leggere sul divano.

Alcuni potrebbero dire che il finale è un po’ troppo deus ex machina, ma io lo chiamerò semplicemente destino!

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Sulle traccie di Jack Lo Squartatore

Escono oggi, 15 Settembre, 3 dei 4 volumi della serie gotica thriller di Kerri Maniscalco.
Grazie ad Oscar Vault ho avuto la possibilità di leggere in anteprima il primo volume della serie: sulle tracce di Jack lo Squartarore.

Ho colto subito l’occasione per immergermi nella Londra vittoriana che si è brutale e temibile, ma che da sempre mi affascina in modo unico.

Sin da subito ho dunque trovato intrigante il contesto di fine ottocento e soprattutto la protagonista. Lady Audrey Rose Wadsworth è stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società fatta di tè reali, cambi d’abito, balli, convenzioni, pettegolezzi e debutti in società, ma il padre della ragazza non ha fatto i conti con la forza di Audry Rose che non vuole essere incatenata a una vita predestinata e zittita in quanto donna.

Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia e in segreto inizia a studiare Medicina legale con suo zio. Alla scuola di medicina incontrerà un altro studente anch’egli preso sotto l’ala dello zio, Mr Thomas Cresswell.
Thomas è geniale, ha una mente che mi ha ricordato molto Sherlock Holmes. Cerca di pensare con logica e tenere fuori le emozioni dalle sue deduzioni e le sue interazioni con Audrey danno pepe alla storia.
Sezionando e analizzando i tre vengono coinvolti nelle indagini sul serial killer più noto dell’epoca, Jack the Ripper. Il cui oscuro cammino si intreccerà sempre di più con quello di Audrey Rose.

Kerri Maniscalco ci porta con stile nella Londra vittoriana e non si fa per nulla fatica a immagiare di aggirarsi per Whitechapel con i protagonisti. La storia in certi punti risulta un po’ lenta, ma il tutto viene compesato dalla curiosità e dal bisogno di sapere chi sia Jack Lo Squartare quindi si va avanti a suon di indizi e ipotesi.

Sulle traccie di Jack lo Squartatore mi è piaciuto molto e non vi è dubbio che partirò per la Romania Alla ricerca del Principe Dracula e poi via di nuovo In fuga da Houdini per finire A caccia del Diavolo.

L’avrete dunque capito, il primo libro della serie della Maniscalco entra nella lista Must Read


Nota speciale: sono assolutamente innamorata delle cover della serie.

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Il giro del Mondo in 80 giorni

Chi non ha mai sentito parle di Phileas Fogg e il suo famoso giro del mondo
Conoscevo la storia a grandi linee, visto film e quando ero piccola c’era un cartone animato a puntate che andavano in mongolfiera e Phileas era in Leone, qualcuno se lo ricorda? Lo facevano sul mezzogiorno se non mi sbaglio.
Per non parlare del film con Jackie Chan! Pam parapam, dove a suon di cazzoti faceve un Passpartout poco francese.

Grazie al gruppo di lettura di @libriamociblog ho finalmente avuto la possibilità di leggere la versione originale uscita dalle penna di Verne! ⠀
Phileas Fogg è lo stereotipo del perfetto gentiluomo inglese. Calmo nelle tempeste, ingegnoso, freddo e coscienzioso!
E io amo tutto quello che è British! A parte il tè, ma non so quanto inglese si possa considerare.
Passpartout d’altro canto è l’opposto e le sue reazioni ai ritardi di viaggio portano un sacco di ilarità alla storia! ⠀
Fix e Auda contribuiscono e concludono la gang di viaggio perfettamente. ⠀
Sono passati quasi 150 anni dalla pubblicazione del romanzo, ma l’abitlità di Verne valica il corso del tempo e oggi come allora le pagine scoronno veloci 💛

Ho amato tutto di questo romanzo, dai personaggi alla storia così come lo stile in cui è stato scritto. Non vedo l’ora di leggere un altro romanzo di Verne e in effetti ho già messo gli occhi su Viaggio al centro della terra.

In ogni caso tra una fermata e l’altra Il girod del mondo in 80 giorni entra nella lista Must Read